martedì 29 dicembre 2009

memoria


Un impiego a vita non è mica male. Veramente. Tutti son pronti ad ammettere che ad una posizione sicura nel mondo si collegano cento piccole bellezze, piacevolezze e comodità, come ad esempio la gradevole riposante qualità di membro del circolo di cultura letteraria. Chi ha una sistemazione si può permettere delle simpatiche serate in birreria. Il reddito fisso va la sera al concerto o al teatro. Il buon stipendio partecipa con entusiasmo e sicuro di sé ai balli in maschera. Eppure vi sono, connesse alla vita dell'impiego sicuro, diverse cose sgradevoli, tra l'altro la lenta distruzione della salute fisica e spirituale. S'intende qui ricordare timidamente il sistema nervoso.

Così scriveva nel 1913 Robert Walser. Quasi cento anni fa.
Leggendo le sue pagine ho l'impressione di capire quanto di meravigliosamente brillante ci sia nella storia di ogni giorno, e quanto di banalmente mediocre ci sia nella leggenda di una vita.

sabato 26 dicembre 2009

pioggia che cade

Una frase di Borges ricorda gli oggetti che ci circondano, di cui ci serviamo ogni giorno anche senza pensarci, e che ci sopravviveranno. Credo che Borges l'abbia scritta in un momento di esaltazione, perché attribuisce loro l'assenza di un ricordo, e un'indifferenza nei confronti di chi le adopera (dice infatti che non si accorgeranno neppure della nostra scomparsa). Ma io non ne sono così convinto, a me sembra quasi di intuire, in certi momenti, che "invecchino" con noi, che ci sia una specie di legame che lega a distanza delle vite che si sono incontrate e hanno proceduto vicine.

In un altro libro, che si chiama Il taglio del bosco, il protagonista Guglielmo è appunto un taglialegna. Accanto alle preoccupazioni del bosco da tagliare e del carbone da produrre, i suoi pensieri tornano sempre alla moglie morta da poco, alle parole che lei voleva dirgli quando sul letto gli rivolgeva uno sguardo denso, senza riuscire a dire nulla. Il significato di quello sguardo continua a turbare Guglielmo, che desidera che il tempo passi in fretta per lui, che i giorni si succedano ai giorni, alle stagioni e agli anni, forse per affrettare una fine, forse per sapere, da malato, che cosa lei aveva voluto dirgli con gli occhi.

E ora incontro un'altra citazione, questa volta dalla Bibbia: I tempi correranno più in fretta di quelli passati, e più che le passate voleranno le età, e gli anni fuggiranno più rapidi di quelli presenti.
Tutto questo mentre per me i giorni del Natale sono i più lunghi e interminabili, e mi chiedo se sarà mai possibile che passino.

lunedì 7 dicembre 2009

un inverno freddo e ostile di una Le Havre in guerra


Scene e linguaggio dicono al lettore: "sei capitato in un mondo deformato, assomiglia al tuo ma non lasciarti ingannare".
uno scrittore enigmista che fa il critico

Direi di sì, è proprio così. Il mondo di queste pagine è una specie di sintesi di quello del di fuori, ridotta all'essenziale: cose e persone sono figure senza molto spessore, che si muovono sulla Storia in modo brusco e frammentato. Sono sgrossati senza andare troppo per il sottile.
Tutta l'architettura del libro è costruita secondo regole della poesia, e forma una specie di intricato sistema simbolico che è possibile intuire sotto la superficie: dice l'autore che "si possono far rimare situazioni e personaggi così come si fanno rimare delle parole".
Apparentemente, una storia semplice. Un po' più al di sotto, un esperimento letterario e una descrizione psicologica allo stesso tempo.



Un rude inverno è scritto in quello stile straordinario di Raymond Queneau, in cui l'ortografia s'intona all'ispirazione del momento.
lo scrittore che si critica

Se è vero che una persona può scrivere nella vita al massimo un paio di libri perfetti, certamente questo non è uno di questi. Ma il tono fresco e fischiettante è un viso giocoso con cui presentarsi al mondo.



Un romanzo in cui apparentemente non capitano molte cose, e che pure si incammina piano piano verso l'inesauribile.
un altro scrittore che fa il critico

In effetti, la vicenda del libro si riassumerebbe in due righe. In realtà, se ne parla ma non si riesce ad avere la sensazione di esaurirlo.
È affascinante ripercorrere le assonanze fra la storia e la biografia del suo autore, pensare a quando il libro è ambientato e quando l'autore lo sta scrivendo, e scoprire molti dettagli autobiografici.
La Storia che incombe e si ripete nella vita del singolo è una delle ossessioni del suo autore, come le coincidenze, i dettagli, il dolore, quello che rende inesauribile il libro.