giovedì 28 agosto 2008

il ritorno


Alla fine del viaggio, ho saputo che i bambini piccoli si addormentano soltanto quando sono veramente stanchi morti. Sembra che "credano" che con il sonno tutto finisca, e quindi vogliono ritardarlo il più possibile. Non sanno che dopo il dormire c'è di nuovo la veglia, e che tutto continua dal punto in cui l'avevano lasciato.
Ho pensato che la stessa cosa succede forse con la morte, come fossimo bambini nel non voler morire a tutti i costi.

Poi, mi sono sentito a casa quando ho visto una foto di Luigi Ghirri sulla copertina di un libro di racconti di Silvio D'Arzo, questa foto.

lunedì 18 agosto 2008

il sole allo zenit


A volte pensi che ci sia ancora molto da fare, non tanto per la povertà quanto per certa ignoranza. Poi ti rendi conto che certe cose capitano proprio dappertutto, e che dopotutto è stata una piccola disavventura in due settimane ricche di piccoli momenti, bellezza e sorpresa. Che bisogna riuscire a gustare, con semplicità.
Per esempio fra le piante al primo piano di un riad nella brulicante medina di Fes, con stucchi e soffitti altissimi di cedro decorato, candele e cuscini sui tavoli della corte interna per tutta la notte e pareti ricoperte dalle piccole tessere di ceramica blu e bianca. Ora, un giro in terrazza per inspirare ancora il profumo di qui, guardare la città in basso e il cielo sempre limpido in alto.
L'Africa non perdona, e il Marocco è una scoperta.

giovedì 24 luglio 2008

per completezza


Bozza di elenco degli eventi-chiave dell'estate:
- Sagra del tortello
- Sagra del gnocco fritto
- Corsa dei trattori
- “Rutto-sound”
- la Balorda (maratona alcolica non competitiva).

lunedì 23 giugno 2008

Boris Godunov


All'improvviso mi sono trovato all'interno di un teatro, nel buio più completo, assistevo a Boris Godunov, lotte dinastiche in Russia, la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi, la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi, quando i terroristi sono entrati, hanno sparato, hanno sistemato le bombe e ci hanno presi in ostaggio, urlavano, urlavamo, e l'attesa immobile, tre giorni di attesa e tensione senza fine, a qualcuno cedevano i nervi, e poi, poco prima della fine, lo sguardo di quella ragazza, che aveva ucciso e aveva salvato.
Sono uscito dal teatro, stordito, il caldo soffocante della città, le persone: degli estranei.

venerdì 20 giugno 2008

Wasmes, aprile 1879


Scendere in una miniera è una sensazione molto sgradevole. Si scende in una specie di cesta o gabbia, come un secchio nel pozzo; ma qui si tratta di un pozzo profondo 500-700 metri, così che quando si guarda in alto dal fondo, la luce del giorno ha le dimensioni di una stella nel cielo.
È come trovarsi a bordo di una nave per la prima volta, ma ancora peggio: fortunatamente, il viaggio è breve. I minatori vi sono abituati e tuttavia non riescono mai a vincere un giustificato senso di paura e di orrore. Comunque, una volta giunti sul fondo il peggio è passato e si è largamente ricompensati del disturbo da tutto quello che c'è da vedere.

Il mio indirizzo è: Vincent van Gogh, presso Jean Baptiste Denis; Rue du Petit Wasmes, Wasmes (Borinage, Hainaut).

giovedì 19 giugno 2008

al freddo


Certe volte, soprattutto la sera, la nostalgia di una metropoli, fredda e distaccata, brulicante, anonima, un cinema da solo d’inverno. E tutto finisce con il giorno, senza domani.